
Un mondo di pietre, scarti di vetrerie e armonie cromatiche che convivono in un "bosco incantato". Selva di Sogno è un parco sculture / giardino artistico posto nei dintorni di Casole d'Elsa in Toscana, frutto del fervente talento e creatività di Deva Manfredo (vero nome: Manfred Flucke), artista di origini tedesche che da quasi trentanni ha consacrato il bosco vicino all'Istituto Osho Miasto come suo regno, dando vita a opere davvero originali.
C'è un'Italia da riscoprire e da amare, più di prima se possibile. L'Italia dai mirabolanti paesaggi, dei grandi capolavori e quella meno conosciuta delle frazioni di provincia, dei preziosi borghi racchiusi fra monti e campagne. Dopo il via libera del 18 maggio, con due mascherine appese al portacellulare, ci siamo recati nel nord della Toscana e prima di raggiungere le zone della Garfagnana e della Lunigiana, vero obiettivo di spostamento, ci siamo fermati in Versilia per tornare a Casoli, il paese dei graffiti.

Visitato in passato senza l'ausilio di macchine fotografiche e rapidi mezzi di condivisione, meritava un ritorno e un successivo racconto sul blog per condividerne bellezza e unicità soprattutto con chi non ha mai sentito pronunciare il suo nome. Situato ai piedi del Monte Matanna, il paese di Casoli, oltre ad essere una incantevole frazione del comune di Camaiore (Lucca), è un borgo caratterizzato dalla presenza di circa 120 graffiti che decorano piazze,balconi e murate, ritraendo miti, personaggi del borgo e antichi mestieri che permettono di immergersi maggiormente nella storia dell'abitato ma anche nella storia di quell'Italia antica e rurale che spesso tendiamo a dimenticare.
Ruderi in un lembo silenzioso della Toscana. Il borgo abbandonato di Toiano si presenta abbarbicato su un poggio di tufo arenario in provincia di Pisa e per raggiungerlo bisogna guidare lungo la strada di grande comunicazione FI-PI-LI (Firenze, Pisa, Livorno), imboccando l'uscita per Pontedera e continuando sulla SP11 in direzione Forcoli/Legoli.
Il piccolo cimitero lungo il sentiero di arrivo nel borgo
Luogo perfetto per amanti della fotografia e dei posti abbandonati, Toiano si presenta come un minuscolo mondo di case e tetti in rovina dove i passi riecheggiano nel silenzio.
Toiano, in passato, ha persino raggiunto un picco di 500 abitanti, cifra che iniziò a sgretolarsi a metà del XX secolo, quando la crescente richiesta di lavoratori nelle fabbriche a valle cominciò ad attirare la popolazione di residenti che iniziarono ad abbandonare le dimore in cerca di un'occupazione più stabile e certa della sola agricoltura praticata nella zona.
Camminando lungo il viale di case abbandonate l'alone di mistero che avvolge il borgo di Toiano è da subito palpabile. Si osservano le finestre e i vetri rotti, si sbircia sulla soglia di portoni polverosi e ammaccati, si osservano i tetti e le scale pericolanti aspettandosi il passaggio di qualche anima del passato sotto forma di fantasma e.. non si sbaglia di molto.
Il borgo di Toiano è conosciuto per un efferato omicidio: l'uccisione della bella Elvira, al secolo Elvira Orlandini, che nel 1947 a soli 22 anni venne trovata sgozzata nel bosco antistante il borgo dove era solita recarsi per attingere acqua alla sorgente. Venne trovata dal padre pochi istanti dopo l'uccisione. Dell'omicidio venne accusato il fidanzato Ugo Ancillotti, veterano di guerra dal carattere schivo e ombroso con il quale si sarebbe dovuta sposare di lì a poco ma, scortato di forza a Firenze contro il volere dei compaesani, venne rilasciato per mancanza di prove e dichiarato innocente. Di quell'uccisione barbara, perpetrata il 5 giugno 1947, giorno del Corpus Domini, non venne mai trovato un colpevole e ancora oggi, il delitto della Bella Elvira rimane annoverato fra i cold case più misteriosi d'Italia.

La tomba commemorativa si trova a pochi chilometri dal borgo, nel Botro della Lupa, luogo dove avvenne l'omicidio. Per raggiungerla, anziché ridiscendere dal sentiero di arrivo, basta prendere la strada dritta che porta nel bosco e scendere per qualche chilometro lungo i tornanti. Consigliamo questa parte di visita non tanto per la tomba in sé e per sé quanto per la strada che precede l'arrivo nel bosco, dove si aprono splendidi panorami su colline e balze volterrane, tipiche della zona.
Ulteriori consigli per visitare Toiano:
- Per raggiungere Toiano si può percorrere a piedi la stradina in salita che da valle porta alla cima del poggio. Per ovvi motivi di sicurezza non trattenetevi dopo il tramonto.
- Non entrate nelle dimore: sono pericolanti, a rischio crolli, con soffitti in pessimo stato. Se volete fare qualche foto scattatele da fuori, al massimo dalle soglie dei portoni.
- Nonostante sia considerato un borgo abbandonato, Toiano risulterebbe abitato da 3-4 persone. Aggirandoci per il paese, tuttavia, non abbiamo incontrato nessuno.
- All'entrata del borgo è possibile lasciare qualche scatoletta di cibo per la colonia felina del paese. Non sapevamo niente di questa colonia, abbiamo trovato un cartello all'entrata ma non sappiamo se i gatti siano stati spostati o meno perché non ne abbiamo trovato nessuno. Se avete notizie in merito postatele nei commenti. Il gruppo/pagina Facebook "Toiano" non lo abbiamo trovato.
Viaggiare in auto regala libertà, ricordate? Libertà di movimento e di scelta delle destinazioni di viaggio. Quest'estate, a bordo della Micretta, abbiamo raggiunto le coste della Bretagna e della Normandia e nel viaggio di ritorno abbiamo organizzato una tappa intermedia ad Amboise, castello della Loira celebre per aver ospitato negli ultimi anni della sua vita il genio di Leonardo da Vinci. Un luogo che chiude un cerchio di visita ai luoghi del grande luminare: dalla Casa Natale di Vinci immersa tra gli ulivi delle colline fiorentine al castello di Francesco I, centro di potere e residenza delle dinastie Borboni e Valois.

Leonardo da Vinci arrivò nella Loira nel 1519, all'età di 64 anni, al termine di una lunghissima carriera divisa tra Mantova, Firenze, Venezia, Roma e Bologna. Creerà un fortissimo legame di amicizia con il re Francesco I che gli garantì una nuova ed elegante dimora e la nomina a "primo pittore, ingegnere e architetto del re". Il Castello di Amboise divenne anche il luogo di riposo del grande luminare dato che ottenne dallo stesso Francesco I il permesso di esservi sepolto. Ancora oggi, le spoglie di Leonardo da Vinci riposano nella cappella di Sant'Uberto, un tempo destinata ad uso privato dei sovrani.
Il Castello di Amboise è circondato da un'imponente fortezza che in passato garantiva la protezione della famiglia reale e la crescita in tutta sicurezza dei futuri re di Francia: qui ad esempio vennero allevati Carlo VIII, Francesco I e i figli di Caterina de' Medici. La visita al castello di Amboise continua con l'accesso agli edifici interni del castello. Tra le prime sale presenti troviamo la Sala delle Guardie Nobili che proteggeva la scalinata di accesso agli appartamenti privati del re.

Altre sale curiose sono la Sala del Coppiere con il tavolo all'italiana dotato di prolunghe, la Sala dei suonatori di tamburino utilizzata per le feste e i balli dati al castello e la splendida Sala del Consiglio, sede di udienze, cerimonie e riunioni mondane. Tra i tanti personaggi sfilati ad Amboise troviamo anche il Cavaliere d'Artagnan, Capitano dei Moschettieri del Re! Dai documenti, pare che abbia soggiornato al castello dal 4 al 16 dicembre 1661 mentre accompagnava a processo il ministro Nicolas Fouchet.
Sala del Coppiere
Sala del Consiglio
Al di fuori del castello vi accoglieranno giardini paesaggistici, un parco di lecci, cipressi e vigne di moscato e la splendida vista sulla valle della Loira. Se avete tempo, trascorrete la serata nell'omonima cittadina di Amboise, immersi tra viuzze pittoresche, patisserie, ristoranti e localini deliziosi.
Il viaggio presenta molteplici sfaccettature, come la geometria di un cristallo e spesso amo capovolgerlo tra le mani e osservarlo da diverse prospettive. Trovo bigotto e egoistico non sfidare ogni tanto i propri gusti personali e andare alla ricerca di qualcosa di nuovo. Bruce Chatwin affermava "senza cambiamento, corpo e cervello marciscono" e anch'io la penso allo stesso modo: senza novità o stravolgimenti la creatività si appiattisce, ingegno e cervello si spengono.
Per questo motivo, durante l'ultimo viaggio in Austria, ho deciso di dare spazio ad un'attrazione (almeno per me) insolita: il Museo Swarovski. Una meta da visitare diversa dai miei gusti personali, non perché non mi piacciano i musei (tutt'altro) ma perché Swarovski rappresenta, per certi versi, un mondo consumistico del quale sento di non far parte. Non ho mai avuto la bramosia di possedere l'ultimo bracciale, l'ultimo gioiello, l'ultimo paio di scarpe o capo di abbigliamento. Ma, come ho raccontato in questo post, mi piacciono le storie, le vicende fuori dal comune e Swarovski è senz'altro una realtà in grado di offrirle.
A dispetto di qualsiasi previsione, il museo è splendido. Un concentrato di pura creatività espressa dal talento di architetti e giovani designer che hanno creato un percorso legato alla storia e al mondo dell'arte cristallina.
Il Museo Swarovski è situato a Wattens, ad una quindicina di chilometri dalla città di Innsbruck e conta nella sua ala più importante sedici sale espositive o, come vengono chiamate da queste parti, sedici Camere delle Meraviglie. Ognuna di queste invita a intraprendere un viaggio in mondi e universi paralleli: dalla sala Eden dove ci si inoltra in una misteriosa foresta popolata da creature cristalline al Duomo di Cristallo dove 600 specchi vi mostreranno le tante sfaccettature di questa pietra riflettente.
Le nostre Camere preferite? Studio Job Wunderkammer, un mondo immaginario dove alcune opere architettoniche come Big Ben, Cremlino e Statua della Libertà convivono assieme a musica, oggetti in movimento e allusioni più o meno esplicite ai paradossi delle società moderne e il Passaggio di Ghiaccio dove, grazie a dei sensori posti sul pavimento, dei cristalli ghiacciati compariranno magicamente nel punto esatto di ogni vostro passo.
Museo Swarovski: Studio Job Wunderkammer
All'esterno l'opera più conosciuta e fotografata, il Gigante, che tra le altre cose, è il punto di ingresso alle Camere delle Meraviglie. Dal 30 aprile 2015, il Museo Swarovski ospita anche uno splendido giardino di 7,5 ettari, ricco di attrazioni come la Nuvola di Cristallo con 600.000 cristalli (inseriti a mano!) che fluttuano su un enorme vasca a specchio e giochi e attività pensate per i più piccoli come la Torre Giochi e la pista di pattinaggio.
Museo Swarovski: Nuvola di Cristallo
Al Museo Swarovski ho riscontrato un unico neo: il costo di ingresso, a mio parere, eccessivamente alto. Per il resto, mi sono lasciata sedurre da questo mondo incantato, dimenticando, almeno per un giorno, la distinzione tra realtà e immaginazione.