Visualizzazione post con etichetta Viaggi e luoghi dei Film. Mostra tutti i post
La sigla, quasi ipnotica, di Romanzo Famigliare e la voce narrante di Vanni (Marco Messeri) hanno accompagnato questi freddi lunedì e martedì di gennaio introducendo le vicende della Famiglia Liegi e gli altri protagonisti della serie. Romanzo Famigliare è una fiction che ho seguito sino all'ultima puntata per scoprire il destino di Emma e Micol e per ammirare la mia bella città di Livorno portata sul piccolo schermo. Le origini ebree della famiglia Liegi sono il primo dei tanti collegamenti alla storia della città, legata indissolubilmente alla comunità ebraica sin dal XVI secolo, grazie al salvacondotto strategico emanato dal granduca di Toscana Ferdinando I de' Medici (Le Livornine) che permise agli ebrei di sfuggire alla persecuzione in Spagna e Portogallo e trasferirsi per vivere e commerciare liberamente a Livorno. La fiction diretta da Francesca Archibugi, è ahimè terminata ma possiamo riviverla con un tour nei luoghi del film: una passeggiata esplorativa nella città con suggerimenti e aneddoti interessanti da visitare lungo il percorso. Come sempre, inserisco tragitti reali e fattibili: credo sia inutile fornirvi una lista di 20-30 location da esplorare tutte assieme. Partiamo dal Quartiere Venezia dove viene simbolicamente collocata la casa di Denise, amica d'infanzia di Emma che, dopo un affettuoso benvenuto sul lungomare, le volterà le spalle tradendo per sempre la sua fiducia. Agostino, Emma e altri personaggi della serie percorreranno diverse volte queste strade in preda a pensieri, riflessioni, sensi di colpa. Tra le tante angolazioni vengono frequentemente mostrati i ponti di Via Borra affacciati sugli Scali del Refugio, gli Scali delle Pietre (sede del ristorante dove lavora Ivan) e gli Scali degli Isolotti.
Scali degli Isolotti
Oltre a percorrere questa suggestiva zona della città alla ricerca deiluoghi di Romanzo Famigliare, dedicate del tempo ad ammirare le splendide prospettive della città vecchia, la Chiesa di Santa Caterina e i canali d'acqua dove borbottanti imbarcazioni partono o tornano dal mare salutando le dondolanti compagne di molo. Chi lo desidera può anche esplorare il quartiere Venezia a bordo di un battello grazie all'associazione "Livorno in Battello" che da anni delizia i visitatori con le sue interessanti gite lungo i fossi. Venezia è in definitiva un quartiere magico, un quadro suggestivo di vita popolare dove le parole di Curzio Malaparte in Maledetti Toscani risuonano più forti che mai: "Se fossi un livornese di quelli veri che dicono de' e parlano a mano aperta muovendo le dita, come a far vedere che nelle loro parole non c'è imbroglio, vorrei star di casa in qualche Scalo della Venezia. Non già nei quartieri, nelle piazze, nelle strade disegnate con la matita dolce, con l'aiuto di squadra e compasso dagli ordinati e generosi architetti dei Granduchi, ma in questo quartiere che i livornesi chiamano La Venezia, qui nel cuore della città vecchia [...]"
Dal quartiere Venezia tornate verso Via Grande raggiungendo il porto, la statua dei 4 Mori, simbolo della città e gli Scali della Darsena che in Romanzo Famigliare sono stati frequentemente utilizzati come location per le riprese.
Se capitate al mattino vi accoglieranno grida di gabbiani affamati e festosi pescatori intenti a vendere il pescato del giorno.
Girando sulla destra, all'altezza dei due chioschetti posti sulla rotatoria, attraversate il Ponte dei Francesi e, dall'Andana degli Anelli, proseguite alla vostra sinistra fino al ponte levatoio che si affaccia sulla Darsena Nuova. Vi ricorda niente questo saliscendi?
A questo punto, per non allontanarsi troppo nella camminata a piedi, conviene riprendere il mezzo, attraversare Piazza Mazzini e arrivare sul Viale Italia superando il vecchio Cantiere Navale Fratelli Orlando, oggi Cantieri Azimut Benetti e nel film usati come sede della Holding "Liegi".
Parcheggiando sul Viale Italia si scoprono altri luoghi di Romanzo Famigliare: la splendida Terrazza Mascagni da percorrere in lungo e in largo con il faro di Livorno in lontananza, gli stabilimenti dei Bagni Pancaldi dove nella fiction Micol cade in acqua soccorsa da Ivan e, poco più avanti, la Baracchina Bianca e la prima delle cancellate che aprono i sorvegliati confini dell'Accademia Navale.
Nel tragitto che dai Bagni Pancaldi porta alla Baracchina Bianca riconoscerete uno dei punti dove Emma passeggia con Denise. Camminando incontrerete persone di qualsiasi età, da anziani che leggono il giornale o portano a spasso il cane ad allievi ufficiali (veri) intenti a rilassarsi nelle giornate di licenza. Il lungomare di Livorno è un viavai di persone e di vite, un palcoscenico eterno dove non si ode nessun "ciak, motore, azione!". La vita va in onda così com'è, basta sedersi e osservarla da una panchina.
Proseguendo si alzano le inferriate verdi e gialle dell'Accademia Navale di Livorno, nella fiction luogo di lavoro di Agostino e sede dell'appartamento dove vive assieme a Emma e Micol. Nel film si possono ammirare gli interni e alcune entrate che danno su viali alberati come quella accanto a Barriera Margherita che nel film corrisponde all'entrata dove passa il furgone carico dei mobili del trasloco della famiglia Pagnotta. Nella realtà di tutti i giorni, l'Accademia Navale di Livorno è posta sotto stretta sorveglianza militare. Normalmente non è possibile accedervi tranne nelle giornate aperte (Open Day) durante le quali è possibile visitare le aule e la spettacolare Piazza d'Armi dove svettano le vele del Brigantino. Se capitate durante un open day entrate, ne vale assolutamente la pena.
Nicola (mio marito) è stato uno dei tanti allievi ufficiali dell'Accademia Navale ed ha vissuto realmente nelle stesse aule, dormitori e corridoi inquadrati nella serie. Immaginerete la sua emozione nel rivivere quei preziosi ricordi. Qua sotto la foto del suo Giuramento, in un freddo 4 dicembre 2002, giorno di Santa Barbara patrona della Marina Militare.
A questo punto se siete dei buoni camminatori, raggiungete un'altra location della serie posta sul lungomare: l'Hotel Universal, ad Antignano, luogo dove Emma pranza assieme a Giorgio, l'amore di gioventù "dimenticato".
Anche qui il lungomare trionfa con la romantica Scalinata di Antignano, le tamerici a picco sulle scogliere e i profili delle isole dell'Arcipelago Toscano che compaiono come miraggi all'orizzonte.
Dal viale di Antignano procediamo in collina, verso Montenero, per scovare una location di Romanzo Famigliare, dove viene idealmente collocata la residenza del Cavalier Gianpietro Liegi: si tratta di Via Byron dove si può ammirare il mare e la città da una spettacolare prospettiva.
Panorami lungo via Byron
La residenza del Cavalier Liegi è in realtà la bellissima Villa Abegg, imponente dimora in stile toscano situata nei pressi di Torino.
Scendendo lungo Via Byron si può raggiungere il Santuario della Madonna di Montenero, luogo sacro a tutti i livornesi, e catapultarsi nella sua atmosfera di spiritualità e raccoglimento, percorrendo corridoi completamente ricoperti da ex-voto lasciati dai fedeli in segno di ringraziamento per esser stati miracolati da terribili incidenti o forti burrasche.
Le memorie del maggiordomo Vanni, che compongono questo Romanzo Famigliare, ci accompagnano per la città di Livorno, spavalda come il Cavalier Liegi, ribelle come Emma ma anche estremamente amabile come Micol. E se è vero che"scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli", spero di avervi accompagnato in uno splendido viaggio alla scoperta di scorci e orizzonti della città dei Quattro Mori.
Romito, Castel Boccale
Ormai conoscete la mia abitudine nel visitare luoghi immortalati dai registi cinematografici. Chi meglio di un maestro delle scenografie può scovare gioielli e località suggestive per ambientare le proprie pellicole? Ogni tanto cedo alla tentazione e quando vedo una scena di un film ambientata in un luogo interessante apro Google e cerco di capire dove sono state girate le scene. Ed è proprio da una ricerca su Google che ho trovato il Lago del Pellicone, set del film "Tre uomini e una gamba"!
Ricordate le scene girate al lago?
Adoro guardare filmambientati in luoghi lontani. I registi sono maestri delle scenografie e scelgono sempre località molto suggestive per ambientare le loro pellicole. Spesso un luogo immortalato in una scena mi colpisce talmente tanto che decido di includerlo in un itinerario di viaggio. La Cornovaglia non è sfuggita a questo piccolo rito e la meta prescelta è stata Port Isaac, set del film "L'Erba di Grace" e della serie televisiva Doc Martin.
Già nel film è intuibile la bellezza e il modus vivendi autentico di questo villaggio ma vederlo dal vivo è tutta un'altra storia. Sarà per l'atmosfera marinaresca che si respira o per le deliziose casette vista oceano ma Port Isaac ha scalato tutte le classifiche targate UK, è il più bel borgo britannico che abbia mai visitato.
Ognuno di noi è cresciuto con un mito dell'infanzia: un personaggio, una serie tv, un cult entrato nel quotidiano e rimasto per sempre scolpito nella memoria. Noi siamo nati negli anni '80 e per Nicola la serie tv del cuore era Hazzard. Ve la ricordate?
Un telefilm a stelle e strisce diffuso e amato in tutto il mondo. Nico andava matto per le fughe e gli inseguimenti di Bo e Luke a bordo del Generale Lee e quando abbiamo confermato gli Stati Uniti come meta del nostro viaggio di nozze si è messo alla ricerca di un punto di riferimento per gli aficionados della serie.
L'amore non va in vacanza non è propriamente un film di viaggio. E' una commedia basata su due storie d'amore che nascono e crescono grazie ad un cambio di Continente. La pellicola è ambientata in due luoghi principali: l'assolata Californiadove vive e lavora Amanda (Cameron Diaz) e Shere, un minuscolo villaggio situato nella contea del Surrey (Inghilterra) dove abita Iris (Kate Winslet). Amanda e Iris sonodue persone completamente diverse: Amanda è una brillante produttrice di trailer cinematografici, Iris una giornalista di cronaca rosa, timida e pasticciona. Persone opposte accomunate da una vicenda comune: una relazione d'amore burrascosa unita al desiderio di buttarsi tutto alle spalle.
La cartina Touring Club sulle ginocchia, le scorte d'acqua e il cd "Spagna on the road" con la copertina rossa sono le prime cose che mi vengono in mente quando ripenso alle ore trascorse in macchina per raggiungere l'Andalusia. Partendo da Livorno, la prima tappa è stata Barcellona dove siamo arrivati dopo ben 12 ore di viaggio. Una tirata che sconsiglio a chiunque si stanchi facilmente alla guida e a chi viaggia con bambini. In questi casi organizzate delle tappe intermedie: la Costa Azzurra e la zona della Camargue ad esempio rappresentano delle soste comode e interessanti da visitare. Nella città di Barcellona trascorreremo tre giorni catapultati fra le opere di Gaudì, le Ramblas, la Boquerìa e le altre attrazioni. In questo post tratterò maggiormente il viaggio in auto in Andalusia, descrivendo le diverse tappe e l'intero itinerario con consigli e dettagli ma se volete maggiori informazioni sulla città di Barcellona vi rimando ai diversi post già scritti e presenti sul blog.
Salutando la città di Gaudì ripartiamo con i piedi fumanti verso Benidorm che utilizzeremo come tappa di riposo prima di arrivare alla Costa del Sol. La località non colpisce molto, sembra una Lloret de Mar meno caotica ma costruita comunque ad hoc per amanti di spiagge e discoteche. Si rivela tuttavia una meta ideale per riposarsi passeggiando sulla spiaggia e per una buona cena a base di paella marisco sul lungomare.
Ripartiamo la mattina seguente, d'ora in avanti le tappe di viaggioper percorrerel'Andalusia in auto saranno tutte vicine fra loro. Dopo aver oltrepassato Alicante cominciano a presentarsii primi paesaggiandalusi. Cespugli, distese di promontori, steppa e polvere. Per gli amanti dei viaggi in auto una visione da contemplare!
Se viaggiate lungo le strade dell'Andalusia non sarà raro scorgere in cima alle colline delle sagome in acciaio che rappresentano un toro nero, più precisamente il toro di Osborne. La prima sagoma venne costruita negli anni '50 per pubblicizzare una nota marca di vini e brandy e il disegno piacque così tanto da divenire un'icona spagnola e una fonte di ispirazione per artisti, fotografi e pubblicitari che lo riprodussero su magliette, adesivi e merchandising vario. Al momento in Andalusia si contano ventuno sagome. Gli spagnoli sono talmente affezionati a quest'icona che quando una legge negli anni Novanta proibì l'affissione di cartelloni pubblicitari vicino alle autostrade e fu avanzata l'ipotesi di eliminare anche le sagome dei tori, si sollevò una vera e propria sommossa! Salutateli dunque al vostro passaggio!
Una delle prime tappe del viaggio in auto in Andalusia è stata il Desierto de Tabernas, annoverato fra i pochissimi deserti presenti in Europa ecircondato sia dalla Sierra Nevada che dalla Sierra Cazorla. Fra gli anni '60 e '70 divenne uno dei set principali dei film di Sergio Leone e lo attraversiamo con uno scopo ben preciso: raggiungere Fort Bravo, setcinematografico di Zorro, Continuavano a chiamarlo Trinità e Il Buono, Il Brutto e il Cattivo! Un villaggio dove ritrovereteil saloon, le poste,l'ufficio dello sceriffo oltre alla chiesa e ailuoghi di Zorro! Io e Nicola adoriamo le scazzottate di Bud Spencer & Terence Hill quindi immaginatevi la felicità nel vedere dal vivo i luoghi dei loro film! Riguardando le foto sembravamo due scemi che saltellavano fra un set e l'altro!
Lasciando le atmosfere western di Fort Bravo facciamo una breve sosta a Guadix, la città del tufo! La città è situata ai piedi della Sierra Nevada e nella sua parte più alta ha un quartiere dove sono state conservate le case scavate nel tufo bianco e dove vi sono diversi belvedere per ammirare la città dall'alto. Oltre a Guadix, se avete tempo, sostate 2-3 giorni a Granada, noi avevamo altri obiettivi e ce la siamo riservata per un prossimo viaggio.
Sostiamo per la notte a Torremolinos e il giorno dopo arriviamo all'estremo sud dell'Andalusia. Sulla strada ci fermiamo al celebre Mirador del Estrecho,un punto panoramico dal quale si possono ammirare le coste dell'Africa. Ci troviamo infatti a poca distanza dal Marocco, solo 35 minuti di traghetto! In queste zone sosteremo tre giorni lasciando riposare la nostra povera macchina macinatrice di polvere e chilometri!
Andalusia in auto: le spiagge
Dal Mirador del Estrecho arriviamo a Tarifa, il punto più a sud di tutta la Spagnaealla celebre striscia di terra che delimita i due mari. Su questa passeggiata si trovano due cartelli ai lati opposti della strada: sul cartello di sinistra è scritto "Mar Mediterraneo", su quello a destra "Oceano Atlantico". E' il luogo di incontro dei due mari! Tarifaè una meta ideale per gli amanti del surf: i venti che soffiano sulla costa sono perfetti per trascorrere una giornata a cavallo delle onde!
Al di là di Tarifa e dello Stretto di Gibilterra si estende la zona di Zahara de Los Atunes: chilometri e chilometri di spiagge incontaminate dove rilassarsi e provare l'ebbrezza di un bagno nell'Oceano Atlantico! Se siete da soli o in coppia fate comunque attenzione alle correnti: è pur sempre un oceano, non il Mar Mediterraneo! Cercate poi il complesso archeologico diBaelo Claudia: da questa località si apre una spiaggia di dune dove, una volta raggiunta la vetta più alta, godrete di un suggestivo panorama che abbraccia l'oceano e i boschi delle riserve naturali circostanti.
Un altro luogo da visitare percorrendo l'Andalusia in auto è Cabo Trafalgar, un promontorio nella città di Barbate con un nome che deriva dall'omonima battaglia navale che vide la vittoria dell'ammiraglio Nelson. Qui l'oceano si esprime in tutta la sua potenza.La vista dal faro è mozzafiato e le onde che giungono a riva arrivano fino alle ginocchia! Se dovete scegliere un luogo dove tuffarvi optate per Baelo Claudia, a Cabo Trafalgar le correnti sono troppo forti. Se non vi è chiaro dal post ci penseranno i cartelli di pericolo sparsi per tutta la spiaggia! A Cabo Trafalgar piuttosto prenotate una suggestiva cavalcata, esistono diversi maneggi nella zona che organizzano passeggiate a cavallo sulla spiaggia!
Al di là di spiagge e oceano l'Andalusia è conosciuta anche per le sue splendide città. Nei dintorni di Zahara de Los Atunes sostate a Cadice e Jerez de la Frontera, due graziose cittadine che meritano uno stop prima di arrivare a Siviglia. Cadice è una città che dichiara fin da subito il suo predominio arabo. La cupola dorata della cattedrale e le architetture della città la fanno somigliare più ad una città araba che spagnola. Da un ingresso laterale della cattedrale è possibile salire sulla Torre de Poniente dalla quale si estende un magnifico panorama sulla città e sull'oceano. La città èconosciuta anche per il suo Carnevale, festeggiato solitamente nella seconda metà di febbraio. Il centro è un dedalo di viuzze e piccoli negozi da percorrere. Arrivando sulla spiaggia recatevi a La Caleta, una striscia di terra che termina con il Castello di San Sebastian, spesso sede di mostre ed esposizioni. Cadice è stata anche la prima città spagnola ad avere una Costituzione nell'anno 1812. All'evento storico è stato dedicato un monumento situato in Plaza de Espana.
Jerez de la Frontera è conosciuta ai più per il Gran Premio di Formula 1 ma per gli spagnoli è la sede delle storiche cantine del Tio Pepe e dei vini sherry, dei vini liquorosi conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. L'Andalusia stessa è il luogo dove viene prodotto il 10% dei vini venduti in tutta la Spagna grazie al suo clima che favorisce la coltivazione della vite.Prenotate una visita all'interno delle cantine e assaggiate i diversi prodotti durante la degustazione finale!
Durante il nostro periodo fra Zahara de Los Atunes, Cadice e Jerez abbiamo soggiornato al Palomar de la Brena, un ex convento convertito in albergo situato all'interno di una riserva naturale. Vi consigliamo di dare un'occhiata al sito ufficiale, ci siamo trovati benissimo,i prezzi erano contenuti e il ristorante era da 10 e lode! L'ultima tappa del nostro viaggio in macchina in Andalusia è stata Siviglia. La cattedrale, laPlaza de Toros, il Real Alcàzar... sarebbe troppo lunga da raccontare in questo post, come nel caso di Barcellona, vi rimando al post specifico già presente su Viaggiare Oltre.
Terminata la sua visita è cominciato il nostro viaggio di ritorno con la macchina fotografica piena di immagini e gli acquisti sparsi nella valigia e sul sedile posteriore. Davanti a noi sono sfilati i paesaggi della Mancha e piccoli paesini semi-sconosciuti come Cuenca, una suggestiva cittadina la cui parte più antica è abbarbicata su uno sperone di roccia. E' conosciuta per le sue casas colgadas, delle abitazioni sostenute da travi che sembrano quasi sospese nel vuoto.
Andalusia in auto: una raccomandazione
Il racconto è terminato e vi lasciamo con una raccomandazione: se viaggiate in macchina cercate di non sostare o fate molta attenzione a fermarvi negli autogrill a sud della Spagna, a meno che non siate in gruppo. Per ben due volte in due diverse soste ci siamo resi conto che la macchina era stata presa di mira da tipi poco raccomandabili. La scena era sempre la stessa: un gruppetto di due-tre personaggi si nascondevano dietro le altre macchine e ci fissavano insistentemente, attendendo il nostro allontanamento dal veicolo. Controllando su diversi forum ci siamo accorti che furti di questo tipo non sono inusuali nella zona. In genere attendono l'allontanamento dal veicolo e forzano gli sportelli oppure aggrediscono direttamente il conducente con la macchina ferma, spintonandolo fuori dall'abitacolo e rubando il veicolo nella frazione di pochi secondi. L'avvertimento non deve scoraggiarvi, lo stare attenti, il guardarsi sempre attorno è una precauzione da prendere in Andalusia così come in altre parti del mondo. Accendete il motore e buon viaggio!
Questo sito utilizza cookie tecnici propri e dei cookie di profilazione di terze parti.
Se continui nella navigazione accetti il loro uso. OK | Per +Info sui cookie |